10 marzo 1923
10 marzo 1923
Il governo presieduto da Benito Mussolini sancisce la giornata lavorativa di otto ore. Il Consiglio dei ministri sopprime contestualmente la festa del lavoro del primo maggio, ritenuta una celebrazione bolscevica. La normativa del 1923 rimarrà in vigore fino al 1997, quando sarà emanata la legge n.196, che porterà la durata normale dell'orario di lavoro a 40 ore.









